Henri de Toulouse-Lautrec, 'La Toilette' (1896), 67 × 54 cm, olio su cartone, Musée d'Orsay

Henri de Toulouse-Lautrec, ‘La Toilette’ (1896), 67 × 54 cm, olio su cartone, Musée d’Orsay

Il liceo classico e scientifico di Terracina “Leonardo Da Vinci” ha sicuramente vinto una sfida: riportare non semplicemente la poesia a scuola, ma i poeti stessi. Anche quest’anno il progetto “L’albero della poesia” è stato avviato dalle docenti Sandra Di Vito e Nisida Bortone, appassionate cultrici del verso, grazie pure alla acuta sensibilità del Preside, il prof. Mario Fiorillo. E non dimentichiamoci gli studenti: sono loro il vero motore della iniziativa giunta alla terza edizione in collaborazione con l’associazione culturale “Libero de Libero”.

Giovedì 28 gennaio alle ore 15, nell’aula magna del liceo terracinese, si comincia con il primo ospite: Valerio Magrelli. Si tratta di un autore Einaudi che non disdegna incursioni nella prosa, ma è anche un accademico con una coltissima preparazione sulla Letteratura Francese. Di recente, tra l’altro, lo abbiamo visto protagonista di una collana di dvd in edicola con uno dei principali quotidiani italiani al fianco di Corrado Augias per ripercorrere la poesia italiana da Dante a Pasolini. Insomma, si tratta anche di un divulgatore, e sicuramente di un poeta piuttosto originale che riscuote successo peraltro tra un pubblico giovane. Il suo linguaggio immediato, spesso farcito di neologismi sigle slang mutuati dal nostro attuale modo di comunicare, affascina ed è oggetto di studio.

Sarà un’occasione unica per gli studenti per porre domande al poeta, addentrarsi completamente nella sua poesia; l’evento è comunque aperto a tutti, L’appuntamento gode del supporto fondamentale di sponsor quali: “Trony” di Terracina, Centro Europeo Comunicazione Informazione srl, Banca popolare di Fondi e le librerie Mondadori e Il Pavone di Fondi.

Pubblichiamo una sua poesia da “Il sangue amaro” (Einaudi, 2014) che sembra dedicata alle giovani adolescenti.

 

L’età della tagliola

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Per prima cosa ho visto tre ragazze,
dopo ho intuito che era una soltanto
moltiplicata.
Finché ho capito che ogni ragazza
ne contiene altre due,
fiore con tre corolle, equazione a tre incognite.
Avere quell’età, significa sostare innanzi a un bivio:
da un lato sta il passato appena prossimo,
dall’altro un futuro duale – scelta,
biforcazione, sesso, forbice.
Chi cresce, chi adolesce, si divide
e per andare avanti deve amputarsi
come fa la volpe, che stacca la sua zampa
presa nella tagliola.

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