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Qualche giorno fa il Pulitzer, qualche anno fa il primo libro di poesie. Potrebbe sintetizzarsi così la favola di Gregory Pardlo, il poeta americano fresco vincitore di uno dei più prestigiosi premi al mondo per la Poesia. Lo ha vinto con “Digest“, un libro che nessun editore voleva pubblicare: negli Usa ha venduto circa 2000 copie, davvero poche relativamente al mercato a stelle e strisce (in Italia sarebbe già un miracolo). Forse perchè contiene saggi sociologici finti e recensioni di libri inventati. E poi “interroga il quotidiano”, ha scritto Tracy Smith per il New York Times. Stephen Burt, poeta e critico dell’Università di Harvard, ha descritto la poesia di Pardlo come “volutamente inelegante su una strada in qualche modo moderna: quando non funziona sembra accademica, quando suona bene è fantastica!”. Da “Digest” abbiamo tradotto questo componimento per i nostri lettori, in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

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Gregory Pardlo è il vincitore della edizione numero 99 del Premio Pulitzer, sezione poesia. Poeta e traduttore nato a Philadelphia nel 1968, Pardlo “scopre” la poesia a venticinque anni e ne fa una professione. Infatti, dopo aver ottenuto un Master in Scrittura Creativa dall’Università di New York, nel 2005 diventa New York Foundation for the Arts Fellow in poetry. Le sue poesie e traduzioni compaiono regolarmente nelle più prestigiose riviste internazionali, tra cui The American Poetry Review; ad oggi ha pubblicato un’unica ma pluripremiata silloge intitolata Totem (2007). Fortemente ispirata alla musica e in particolare alla cultura Jazz, la poesia di Pardlo esplora il significato della rappresentazione oggi, il ruolo dello scrittore contemporaneo e il suo rapporto con il peso delle aspettative culturali, politiche e letterarie del mondo odierno. Dal 2008 Pardlo vive a Brooklyn con la sua famiglia e insegna scrittura creativa all’Università di George Town, proprio dove si è recato il premier Renzi qualche giorno fa.