Renzi e Mattarella

Renzi e Mattarella

Continua la nuova rubrica a cadenza settimanale sul nostro sito, siamo al quinto appuntamento col matrimonio fra notizia e poesia con i versi di Elvio Ceci. La parola “Sentiment” è stata coniata intorno agli anni Duemila ed è usata in linguistica per coprire diversi fenomeni, come per esempio attitudini, atteggiamenti (positivi-negativi-neutri espressi) in una serie di testi. Noi qui proviamo a cantare il Sentiment che ci arriva dalle news e a renderlo fisso per sempre: è uno spazio dedicato ad ora. Perché questo momento sta passando. E deve essere cantato. Ogni settimana, le notizie che più girano. Il presente è eterno.

Svegliarsi e fare colazione verso le dieci

al bar è un lusso permesso a molti pochi.

Delle volte tarde mattinate, di sbornie, feci;

facendo impazzire lamentando i cuochi,

con i tempi del pranzo. Oggi ho preso i ceci,

letto il giornale e portato un paio di Oki,

per me e per gli altri: le buone maniere

sono il mio mestiere. Faccio il cameriere.

 

Mentre con la pezza e le parannanze nere

sistemo i tavoli, vedo la faccia del Presidente

del Consiglio sorridere a genti con belle cere;

i dentoni da coniglio vogliono rendere cosciente

dell’Inno Italico: i vecchi, vestiti da bersagliere,

cantano tristi “Siam pronti alla morte”; mentre

i bianchi bimbi vestiti come Renzi intonano sereni

“siam pronti alla vita” dolci, confusi e quasi ameni.

 

Leggo sul nostro menù molti buoni beni

da mangiare e poco mi basta per finire

al “pronto alla vita” dell’Italicum;senza freni

si festeggia e si bacia la Boschi, da far arrossire

lo spasimante. Per strada pulisco dai fumogeni

degli School Block. Dove sono andati a finire

gli 80 euro? Non basta il contentino e per una vita

degna protestano. E a Dallas si spezza una matita.

 kate

Continua instancabile il “Sirtaky della Greciuscita”:

e giù di inchini, a destra e sinistra, cambia riforme

qui, aggiungi li. Una presa in giro ricorsiva e infinita;

un andare e venire da Bruxelles, una quantità enorme

di viaggi: più delle mie tra sala e cucina. È stata partorita

tra le dune azzurre e salate, contro le igieniche norme,

su una nave, una bimba dolce e regale, Francesca;

mentre in UK è vacanza per la ventura principesca.

 

Possiede la mia stessa espressione grottesca

di quando vedo gli americani inondare pasta

e vongole con il Ketchup, nel firmare la furbesca

legge elettorare, il nostro Mattarella. Il Rasta-

man Civati abbandona dinoccolato, in cagnesca,

il Partito di Renzi; come Letta, che disse “Basta

vado in Francia”: poveri giovani cervelli in fuga…

mentre per gli altri a Roma continua Tortuga.

Antonello-Venditti_Tortuga 

Ma scapperano via lenti lenti, simil tartaruga,

scalpitando i piedi; come quando i miei clienti

aspettano con la fame. Mentre in UK si asciuga

la potenza socialista: anche loro sono ardenti

di provare la Lega. Fuggono stretti come acciuga,

ma di corsa, altri sogni, altre persone morenti

nel sale del Mediterraneo: il Ministro dell’Interno

“Lavorerete gratis, miei cari, e benvenuti in inferno!”.

 

E l’inferno inizia a Fiumicino, dove l’odierno

Lucifero è l’attesa infinita e la scarica batteria

dello smarphone. Non ha bruciato l’esterno

ma il tetto: per mille metri quadri l’acciaieria

ha diffuso  il calore. Neanche se mettessi il perno

del fornello al massimo e con diabolica fantasia

lo potrei immaginare. Il poeta Salvini alla Boschi

dice: “sculettante” e di notte ci fa sogni loschi.

 

Piccolo cannolo ordinato da clienti oschi,

mi ricordi i bei tempi della sicula mafia,

con Al Capone, elegante e dai toni foschi.

Ora cannibali calabresi senza calligrafia

mangiano resti di persone, fritti sottoboschi

di umanità, conditi di cocaina nella coreografia

paesanotta da Lamezia Terme, ma in USA.

Tutta quella cultura italiana andrebbe reclusa.

 

Scudo con testa di Medusa, Caravaggio

Scudo con testa di Medusa, Caravaggio

Anche oggi chiudo la locanda, ormai gazzetta sfusa.

Stanco getto sulla sedia di casa la parannanza,

buttata lì, quasi inutile, tra gli altri panni confusa.

Un po’ come quel vitalizio, che con dimenticanza

hanno lasciato i parlamentari: ognuno è medusa,

in realtà; perché i condannati, senza invarianza,

prenderanno gli stessi soldi. Sono solo patetici

tentativi di arroganza nelle battute rimastici.

 

 

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Elvio Ceci

Elvio Ceci

Elvio Ceci è nato a Roma nel 1987; si è laureato, nella triennale, in Linguistica a Bologna su una tesi in analisi dei linguaggi interni a sistemi connessionisti, come mente cervello e web. Ha frequentato una laurea specialistica a Siena in Studi Linguistici e Cognitivi, con una tesi in Logica dei Linguaggi Naturali, studiando il Paradosso della Conoscibilità. Ha vinto il PhD presso l’università americana Constantinian University con un progetto di analisi dei linguaggi finanziari attraverso metodi formali e computazionali. È responsabile dell’area di Linguaggio e Logica presso il centro studi Glocal University Network. Ha pubblicato una sua raccolta di poesie dal titolo "Dall’assurdo segue ogni cosa".
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