simpsons family day

Riprendiamo finalmente la rubrica di Elvio Ceci sul nostro sito: siamo giunti al ventinovesimo appuntamento. La parola “Sentiment” è stata coniata intorno agli anni Duemila ed è usata in linguistica per coprire diversi fenomeni, come per esempio attitudini, atteggiamenti (positivi-negativi-neutri espressi) in una serie di testi. Noi qui proviamo a cantare il Sentiment che ci arriva dalle news e a renderlo fisso per sempre: è uno spazio dedicato ad ora. Perché questo momento sta passando. E deve essere cantato. Ogni settimana, le notizie che più girano. Il presente è eterno.

Forse è per effetto di Zaki

la zanzara, ma mi inizia a piacere

questa tua battaglia politica,

oh tosco messere!

 

Il sole alto su mare e vele;

passeggiavo con Rodriguez all’orecchio,

quando una ragazza, con passione fedele

a SAVE THE CHILDREN, mi chiese in ginocchio

 

di adottare un bimbo in Bolivia.

Ascoltai con finta attenzione

quel volto di bella trivia

e me ne andai con sonno e discrezione.

 

In mente salirono le parole chiare

“ADOZIONE A DISTANZA” e sentii “Nessun dorma”

del Family Day. Rividi le mamme, come bare

di figli svenduti per una riforma.

Unioni civili: Family day; Lombardia conferma adesione 

Due milioni di italiani in piazza

che si dicevano essere la civiltà.

Non dico che era folla pazza,

ma sicuro senza cristiana umiltà.

 

Dei cattolici a Roma son riuniti

per considerare il matrimonio

non più come unione di spiriti

amanti, ma come creazione di carbonio.

 

Allora un sillogismo mi sale

da loro, uniti ai dati della disoccupazione.

Premessa 1:l’Italia è una nazione

fondata sul lavoro (verticale).

 

Premessa 2:questo manca sempre più.

Dunque, si riduce la Res Publica

e aumenta l’influenza di tribù

mafiose e di conoscenza mistica.

 

Cosa posso fare contro i due milioni?

Come contrastarli? Che fare?

Posso non votarli alle elezioni:

ma veramente può bastare?

 

Un grido di bimbo ho in testa.

A quella ragazza incontrata sul mare,

davanti a foto di gente da salvare,

ho risposto “non mi interessa”.

 

E ho continuato a passeggiare,

riprendendo la musica nel cellulare.

Ma cosa potevo fare?

Cosa potevo fare?

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Elvio Ceci

Elvio Ceci

Elvio Ceci è nato a Roma nel 1987; si è laureato, nella triennale, in Linguistica a Bologna su una tesi in analisi dei linguaggi interni a sistemi connessionisti, come mente cervello e web. Ha frequentato una laurea specialistica a Siena in Studi Linguistici e Cognitivi, con una tesi in Logica dei Linguaggi Naturali, studiando il Paradosso della Conoscibilità. Ha vinto il PhD presso l’università americana Constantinian University con un progetto di analisi dei linguaggi finanziari attraverso metodi formali e computazionali. È responsabile dell’area di Linguaggio e Logica presso il centro studi Glocal University Network. Ha pubblicato una sua raccolta di poesie dal titolo "Dall’assurdo segue ogni cosa".
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