An ornate hearse pulled by six, black-plumed horses, carries the body of Casamonica to a Roman Catholic basilica in the Rome suburbs, where the funeral mass was celebrated

Dopo una pausa estiva, ecco tornare l’appuntamento numero 16 per la rubrica sul nostro sito sempre alle prese col matrimonio fra notizia e poesia i versi di Elvio Ceci, pur tra mesti e polemici funerali. Perché “Sentiment”? La parola “Sentiment” è stata coniata intorno agli anni Duemila ed è usata in linguistica per coprire diversi fenomeni, come per esempio attitudini, atteggiamenti (positivi-negativi-neutri espressi) in una serie di testi. Elvio qui prova a cantare il Sentiment che arriva dalle news e a renderlo fisso per sempre: è uno spazio dedicato ad ora. Perché questo momento sta passando. E deve essere cantato. Ogni settimana, le notizie che più girano in rete e nei bar. Il presente è eterno.

Un nitrito di cavalli tutti bardati

di grigio, rosso, nero e maculati

rombano intorno ai musici, circondati;

mentre saltella ogni nota

della colonna sonora di film pluripremiati:

s’inizia con Nino Rota.

 

Ogni cavaliere un motorino pilota

e gestisce il percorso che nera ruota

del feretro detta alla gentil piota

di centinaia di persone

che, non curanti di sprecare banconota,

son venuti nel rione.

 

funerali casamonica

 

Si avvicina lentamente un carrozzone

di legno, oro e vetro; sembra la versione

antica che portò il principe della televisione,

di Napoli e Bisanzio;

quando morì la seconda volta tra corone

d’oro, di fiori e incenso.

 

Il carro è preceduto da grande consenso

di prefiche napoletane a Roma, con intenso

pianto e lamento che grida un assenso

al papà asceso al cielo,

a conquistare quel territorio immenso

come santo o arcangelo.

 

 E mentre nella mente l’immagine congelo

di banda, striscioni e folla; con questo zelo

mi aspettavo qualche africano con un telo,

o il camion di porchetta

così il Santo Patrono coperto dal sacro velo

avrebbe una festa perfetta.

 

Ma fiori cadono piano dalla bianca camionetta;

all’uscita della messa, un elicottero getta

una neve rossa di petali di rosa e violetta

e la Rolls Royce potente

e dolce fuori il sagrato, docile, aspetta

il feretro uscente.

 

funerali casamonica2

Si sono fermati per mostrare il morto reggente

e uno sciabordìo di applausi di mani contente

lo mostrano al mondo la presenza, fedelmente.

Che sia un segnale? Per chi?

Era per rendere qualche boss o lo Stato cosciente

della loro vita ricca, con sprechi?

 

Io credo che il messaggio che doveva avere echi

è nelle persone che portarono la bara: biechi,

con le spalle al mondo e non uno che imprechi

dio. Volto a volto

si sono contati per non sentirsi ciechi:

nulla è dissolto.

 

E mentre la melodia di Sinatra ascolto,

mi rendo conto di un pensiero stolto:

in tutto questo cerimoniale appena svolto

non un reato è compiuto

sono diventati oggetti da TV per un uomo sepolto,

legali fin l’ultimo sputo.

 

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Simone di Biasio

Simone di Biasio

Simone di Biasio è giornalista pubblicista freelance. Nel 2013 pubblica il suo primo libro di poesia, "Assenti ingiustificati", con la prefazione di Claudio Damiani. È Presidente dell'Associazione Libero de Libero.
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