La Cristoforetti all'atterraggio.

La Cristoforetti all’atterraggio.

Decimo appuntamento per la rubrica a cadenza settimanale sul nostro sito, ancora alle prese col matrimonio fra notizia e poesia i versi di Elvio Ceci. La parola “Sentiment” è stata coniata intorno agli anni Duemila ed è usata in linguistica per coprire diversi fenomeni, come per esempio attitudini, atteggiamenti (positivi-negativi-neutri espressi) in una serie di testi. Elvio qui prova a cantare il Sentiment che arriva dalle news e a renderlo fisso per sempre: è uno spazio dedicato ad ora. Perché questo momento sta passando. E deve essere cantato. Ogni settimana, le notizie che più girano in rete e nei bar. Il presente è eterno.

Milano-Lugano, sia andata che ritorno:

conosco perfettamente ogni verde valle,

ogni lago. Quasi due ore nel contorno

delle alpi. In paesi eleganti come calle

e ben curati. Ogni mezz’ora, giorno

e notte, mi becco qualsiasi rompipalle

che sale sul treno per ogni suo malore

mi chiama, a me che sono il controllore.

 

Non senza un leggero e amaro livore

ho sentito che i magnifici sette mondiali

sono riuniti in Baviera e, per il raffreddore,

hanno scelto che due gradi in più, globali,

possono bastare; quasi fosse condizionatore

installato con telecomandi mestruali.

E ridono, passeggiano, mangiano nel campo

mentre sui monti riecheggia un verde lampo.

 

Nonostante io sono del nord, avvampo

nello scendere lo stivale. Ma il presidente

russo non sembra per nulla nemare vampo,

mentre mangia all’Expo; e calmo attende

di prendersi una pausa: “Forse accampo

stanotte dal Berlusca”. Responsabilmente

Francesco cede al Concilio dei Vescovi

competenza per i pedofili, di dio vedovi.

 

Umberto Eco

Umberto Eco

 

Leggevo questa mattina i dolci stilnovi

Xenofobi  che girano su twitter: cinquettano

imbecilli e vedo che anche tu disaprovi

l’intervento di Eco. Molti si lamentano

dell’articolo, ma odi le banalità che trovi.

Dopo 3 ore molti, contenti, giulivi, gioivano

quando in Kazakistan Samantha è atterrata

e di Albano pronta a sentire la strimpellata.

 

La strada non l’ho mai mangiata

con il taxi, sempre sopra due binari

marroni. Votai la giustamente amata

persona di Berlinguer; ma non questi scenari

con vacca da mungere, qualche immigrata

e voti di scambio nei gazebo solitari.

Chiudo gli occhi, sono tra i laghi; ritorno

nei ricchi focolai di anarchia, nel forno.

 

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Elvio Ceci

Elvio Ceci

Elvio Ceci è nato a Roma nel 1987; si è laureato, nella triennale, in Linguistica a Bologna su una tesi in analisi dei linguaggi interni a sistemi connessionisti, come mente cervello e web. Ha frequentato una laurea specialistica a Siena in Studi Linguistici e Cognitivi, con una tesi in Logica dei Linguaggi Naturali, studiando il Paradosso della Conoscibilità. Ha vinto il PhD presso l’università americana Constantinian University con un progetto di analisi dei linguaggi finanziari attraverso metodi formali e computazionali. È responsabile dell’area di Linguaggio e Logica presso il centro studi Glocal University Network. Ha pubblicato una sua raccolta di poesie dal titolo "Dall’assurdo segue ogni cosa".