Barack Obama e Raul Castro si stringono la mano e chiudono un capitolo di storia durato decenni. I due presidenti di Usa e Cuba hanno partecipato, per la prima volta insieme, al settimo summit delle Americhe a Panama e dato il via ufficialmente a quella che è una nuova fase nei rapporti tra le due nazioni. [Il fatto quotidiano]

Barack Obama e Raul Castro si stringono la mano e chiudono un capitolo di storia durato decenni. I due presidenti di Usa e Cuba hanno partecipato, per la prima volta insieme, al settimo summit delle Americhe a Panama e dato il via ufficialmente a quella che è una nuova fase nei rapporti tra le due nazioni. [Il fatto quotidiano]

Nasce una nuova rubrica a cadenza settimanale sul nostro sito. La parola “Sentiment” è stata coniata intorno agli anni Duemila ed è usata in linguistica per coprire diversi fenomeni, come per esempio attitudini, atteggiamenti (positivi-negativi-neutri espressi) in una serie di testi. Noi qui proviamo a cantare il Sentiment che ci arriva dalle news e a renderlo fisso per sempre: è uno spazio dedicato ad ora. Perché questo momento sta passando. E deve essere cantato. Ogni settimana, le notizie che più girano. Il presente è eterno.

Iniziamo oggi questa rubrica piccolina,

leggero sasso nel mare dell’attualità:

pietra alchemica o chetamina

che crea e deforma l’affollata città

nelle notizie.  A volte saremo sulla banchina

ad ascoltare lo scroscio della fugacità;

ed altre saliremo su un campanile

per seguire il movimento frebbrile.

 

Era un mercoledì otto di Aprile

quando Tsipras andò dal capò russo

aprendo una guerra fredda gentile,

sfruttando del nobile gas il flusso.

Mentre si suona davanti a un fucile,

il giovedì, in posti in cui non è un lusso:

in Siria le note di Chopin ballano via

come anni or sono nel ghetto di Varsavia.

 

Si striscia lungo le strade dell’Iran in Arabia,

sfiorando metalliche e silenti atomiche.

Si striscia, in questo venerdì nero, nella rìa

Milano in cui si muore durante le normali pratiche.

Si striscia nella vergogna tra i banchi della Diaz.

Al Qaeda e Isis si abbracciano complici e amiche

e sparlano, come vecchie zitelle, di don Francesco

spolpando bimbi come pomodori della Desco.

 

Si sciolgono i ghiacciai, ora solo un fresco

venticello passa tra le mani dei Presidenti

americani, creando continente rosa come Pesco

in fiore. Mentre minuscoli cinguettii svilenti

del mezz’uomo Salvini  da Casal Lupesco

ci rendono dal mondo sempre più assenti.

In Pakistan sfidano un leone con la macchina

fotografica, a Caserta lasciano al bar una bambina.

 

Finisce così, rendendo un piccolo tempo fisso

nelle rime: scusate se sono stato prolisso.

lion

Non è da tutti rimanere immobili, soli, con una macchina fotografica in mano, e davanti, a tre metri di distanza, un leone inferocito. Atif Saeed, 38enne pakistano, ha avuto il sangue freddo ed è riuscito nell’impresa. Lo scatto è stato ripreso all’interno del Safari Park di Lahore ma ciò non toglie nulla all’intrepido fotografo che, per cogliere l’attimo, è sceso dalla macchina che lo portava in visita nel parco. Il leone, sentito il rumore dell’otturatore, è saltato a pochi metri dal fotografo obbligandolo a risalire velocemente a bordo dell’automobile per mettersi in salvo. [La Repubblica]

 

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Elvio Ceci

Elvio Ceci

Elvio Ceci è nato a Roma nel 1987; si è laureato, nella triennale, in Linguistica a Bologna su una tesi in analisi dei linguaggi interni a sistemi connessionisti, come mente cervello e web. Ha frequentato una laurea specialistica a Siena in Studi Linguistici e Cognitivi, con una tesi in Logica dei Linguaggi Naturali, studiando il Paradosso della Conoscibilità. Ha vinto il PhD presso l’università americana Constantinian University con un progetto di analisi dei linguaggi finanziari attraverso metodi formali e computazionali. È responsabile dell’area di Linguaggio e Logica presso il centro studi Glocal University Network. Ha pubblicato una sua raccolta di poesie dal titolo "Dall’assurdo segue ogni cosa".
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