Recensioni

Alexis Diaz Pimienta

Alexis Diaz Pimienta

Anche Wikipedia dice che la seguidilla è una strofa di quattro versi: gli impari sono settenari e i pari quinari con la rima è assonanzata.  Viene definito come “genere minore”, generalmente accompagnato da danze. Il nome viene da “a seguida de mala vida” e fa parte della tradizione di Castilla de la Mancha e della Comunidad de Madrid. Essendo per danze, è accompagnato da strumenti, con un ritmo ternario: come le castaNuelas, chitarre, banduria, liuto, almirez e bottiglia di anice con chiave. Le battute sono 3/4 o 3/8. Ci sono ritornelli di tre versi di cui il primo e l’ultimo di cinque sillabe e di sette il verso mediano. Molto probabilmente viene dal flamenco andaluso. Ma sicuramente è l’origine delle danze spagnole principali: da essa deriva il fandango, il bolero, la sevillana (del basso Guadalquivir), la parranda in Murcia e la torra in Sierra Morena.

opera di Duilio Cambellotti

opera di Duilio Cambellotti

Ho sentito una volta: “Diciamoci la verità: de Libero non è una rockstar della poesia”. Ma cosa significa essere una rockstar? Della poesia, poi? Sicuramente non è l’esuberante Allan Ginsberg; non è il dissacrante Pasolini; e non è neanche Borges l’erudito. Che poeta è de Libero? Tutte le poesie di de Libero sono raccolte in un volume edito da Bulzoni Editore, curato da Valentina Notarberardino e Anna Maria Scarpati. Ogni capitolo racchiude un libro. Le opere vanno da quelle più recenti alle prime scritte, con un percorso a ritroso del tempo; a meno che non si voglia leggerlo al contrario, come fosse un manga giapponese, per osservare l’evoluzione poetica nel tempo. Noi siamo partiti a leggerlo da “Il gran forse”, sua opera ultima, in cui è chiara ed evidente tutta l’abilità stilistico-poetica dell’autore.

Adelelmo-Ruggieri

Il poeta Adelelmo Ruggieri

“Tu guarda un albero/ guardati in un albero/ guarda nel tuo sguardo/ come vive un albero”. Questi suggestivi versi racchiudono il senso di un progetto, “l’Albero della Poesia”,  nato dalla collaborazione tra il liceo “Leonardo da vinci” di Terracina e l’Associazione culturale “Libero de Libero” di Fondi, teso a “portare” la poesia contemporanea davanti ai giovani, a noi. Gli incontri con i poeti sono preceduti da seminari che ci preparano ad incontrare la poesia contemporanea. Dopo Roberto Maggiani, Rodolfo di Biasio, Biancamaria Frabotta è arrivato a Terracina il 19 Marzo Adelelmo Ruggieri, poeta marchigiano laureato in ingegneria civile, che attraverso l’empatia dei suoi versi ha annientato le barriere erette in situazioni simili, unendo se stesso ai docenti, agli alunni del corso, al pubblico, permettendo a tutti di guardare un poeta, di guadarsi in un poeta, di guardare nel nostro sguardo come vive un poeta.

PARDLO-master675

Qualche giorno fa il Pulitzer, qualche anno fa il primo libro di poesie. Potrebbe sintetizzarsi così la favola di Gregory Pardlo, il poeta americano fresco vincitore di uno dei più prestigiosi premi al mondo per la Poesia. Lo ha vinto con “Digest“, un libro che nessun editore voleva pubblicare: negli Usa ha venduto circa 2000 copie, davvero poche relativamente al mercato a stelle e strisce (in Italia sarebbe già un miracolo). Forse perchè contiene saggi sociologici finti e recensioni di libri inventati. E poi “interroga il quotidiano”, ha scritto Tracy Smith per il New York Times. Stephen Burt, poeta e critico dell’Università di Harvard, ha descritto la poesia di Pardlo come “volutamente inelegante su una strada in qualche modo moderna: quando non funziona sembra accademica, quando suona bene è fantastica!”. Da “Digest” abbiamo tradotto questo componimento per i nostri lettori, in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

rhezai

Se un giorno in esilio la morte deciderà di prendersi il mio corpo

Chi si occuperà della mia sepoltura, chi cucirà il mio sudario?

In un luogo alto sia deposta la mia bara

Così che il vento restituisca alla mia Patria il mio profumo

Il 10 dicembre del 2008 un ragazzino di 13 anni viene schiacciato a Mestre dalle ruote di un Tir. È afghano Zaher Rezai, dai suoi documenti s’intuisce che forse aveva mentito sull’età, doveva avere 18 anni. Non importa. Non importa perchè viene infilato in un sacchetto di plastica in una cella frigorifera e difficilmente il vento restituirà alla sua patria il suo profumo. Aveva i capelli rossi e gli occhi verdi a mandorla, come piace dire a noi occidentali.