Libri

Adelelmo-Ruggieri

Il poeta Adelelmo Ruggieri

“Tu guarda un albero/ guardati in un albero/ guarda nel tuo sguardo/ come vive un albero”. Questi suggestivi versi racchiudono il senso di un progetto, “l’Albero della Poesia”,  nato dalla collaborazione tra il liceo “Leonardo da vinci” di Terracina e l’Associazione culturale “Libero de Libero” di Fondi, teso a “portare” la poesia contemporanea davanti ai giovani, a noi. Gli incontri con i poeti sono preceduti da seminari che ci preparano ad incontrare la poesia contemporanea. Dopo Roberto Maggiani, Rodolfo di Biasio, Biancamaria Frabotta è arrivato a Terracina il 19 Marzo Adelelmo Ruggieri, poeta marchigiano laureato in ingegneria civile, che attraverso l’empatia dei suoi versi ha annientato le barriere erette in situazioni simili, unendo se stesso ai docenti, agli alunni del corso, al pubblico, permettendo a tutti di guardare un poeta, di guadarsi in un poeta, di guardare nel nostro sguardo come vive un poeta.

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Li chiamano “belli” perché hanno un libro tra le mani. Ma potrebbero chiamarli animali-umani in via di estinzione e non cambierebbe niente. Sono i ragazzi, quei ragazzi che tra le altre passioni della vita conducono pure quella della lettura. La particolarità del fatto è che questa, la lettura, si concretizza in luoghi pubblici: vedi metro, autobus, bar o ancora discoteca durante l’esibizione di un trio femminile in lap dance. Qua, però, mi sia concesso un inciso: se leggi durante l’esibizione di un trio femminile in lap dance sei un coglione.

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Qualche giorno fa il Pulitzer, qualche anno fa il primo libro di poesie. Potrebbe sintetizzarsi così la favola di Gregory Pardlo, il poeta americano fresco vincitore di uno dei più prestigiosi premi al mondo per la Poesia. Lo ha vinto con “Digest“, un libro che nessun editore voleva pubblicare: negli Usa ha venduto circa 2000 copie, davvero poche relativamente al mercato a stelle e strisce (in Italia sarebbe già un miracolo). Forse perchè contiene saggi sociologici finti e recensioni di libri inventati. E poi “interroga il quotidiano”, ha scritto Tracy Smith per il New York Times. Stephen Burt, poeta e critico dell’Università di Harvard, ha descritto la poesia di Pardlo come “volutamente inelegante su una strada in qualche modo moderna: quando non funziona sembra accademica, quando suona bene è fantastica!”. Da “Digest” abbiamo tradotto questo componimento per i nostri lettori, in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

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Gregory Pardlo è il vincitore della edizione numero 99 del Premio Pulitzer, sezione poesia. Poeta e traduttore nato a Philadelphia nel 1968, Pardlo “scopre” la poesia a venticinque anni e ne fa una professione. Infatti, dopo aver ottenuto un Master in Scrittura Creativa dall’Università di New York, nel 2005 diventa New York Foundation for the Arts Fellow in poetry. Le sue poesie e traduzioni compaiono regolarmente nelle più prestigiose riviste internazionali, tra cui The American Poetry Review; ad oggi ha pubblicato un’unica ma pluripremiata silloge intitolata Totem (2007). Fortemente ispirata alla musica e in particolare alla cultura Jazz, la poesia di Pardlo esplora il significato della rappresentazione oggi, il ruolo dello scrittore contemporaneo e il suo rapporto con il peso delle aspettative culturali, politiche e letterarie del mondo odierno. Dal 2008 Pardlo vive a Brooklyn con la sua famiglia e insegna scrittura creativa all’Università di George Town, proprio dove si è recato il premier Renzi qualche giorno fa.

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«La sua manovra era stata molto più azzardata della mia. Ma l’aveva compiuta per farmi rispettare la legge. Sentendosi perfettamente virtuoso. Questo episodio mi insegnò molte più cose sul carattere tedesco di un trattato di sociologia». Franco Buffoni, invece, ci insegna molte più cose sul carattere di un poeta di un trattato di politica economica. Scrive di manovre economiche descrivendo manovre automobilistiche. Il suo libro “O Germania” (Interlinea, 2015) si apre con un aneddoto intitolato “Mercedes vs Bmw”, ma che poteva intitolarsi: “Italiano alla guida di macchina tedesca vs. Tedesco alla guida di sé stesso”. Si tratta di un volumetto molto interessante dell’autore lombardo, scrittore e poeta (non è il momento, questo, di innescare polemiche su: “Ma perchè, un poeta non è anche uno scrittore?”) che pare letteralmente divertito a inviare un messaggio potentemente politico dal suo Ministero degli Affari in versi. Una invettiva come non si leggeva da qualche anno a questa parte.