13380_tiziano_fratus_f_1“Tutti gli spostamenti più tragici sono quelli di una casa” (Yang Lian)

 “Uomo radice”, “alberografo”, “cercatore d’alberi”, poeta. Quale definizione per Tiziano Fratus? Ma soprattutto, occorre definirlo? Probabilmente ci ha pensato lui stesso con “Un quaderno di radici” appena edito da Feltrinelli nella collana “Zoom” riapre la traccia avviata dall’editore con la collana “Poesia” che dal 1958 al 1982 vide stampate le pagine dei più grandi poeti del tempo (Arbasino, Majakovskij, Pound, Prévert, Valéry). Dopo 30 anni (con la parentesi Erri De Luca) si torna con un’importante distinguo: niente libri cartacei, ma digitali. Sembra un suggerimento dello stesso bergamasco Fratus, verso una ecologia del verso: “Per fare il ramo ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il bosco”, per fare un libro non occorre un bosco. Con lui pubblicazione di inediti in ebook anche per Gianni Marchetti, autore de “La voce dei grandi edifici”: due titoli scelti nemmeno troppo a caso, con lo stridere assonante di radici/edifici, con la commistione casa/albero e la sfida voce/quaderno, oralità/scrittura come fosse una interrogazione sul fare poesia ora, su questi tablet, smartphone e altri apparecchi quotidiani.

particolare de Libero in Soscia

particolare in “Massaggiatori per signora con spettatori”, N. Soscia

«I miei dipinti li lascio a maturare, li realizzo e poi li metto da parte: se quando li riprendo mi piacciono ancora, forse significa che è una buona opera. Perchè spesso vengono fuori anche cose brutte, sai, l’ispirazione è uno stato di grazia difficile da descrivere, e ricordo questo me lo disse anche de Libero». Ieri, domenica 15 febbraio, si è chiusa la mostra di pittura alla pinacoteca comunale di Gaeta di Normanno Soscia, in una giornata acquerello di pioggia su un golfo che respirava i suoi stessi colori. Un maestro, Normanno, che ho avuto la fortuna di conoscere in un incontro privato nel suo studio di Itri, sua città natale. Un maestro che ho avuto la fortuna di ri-conoscere anche all’interno delle sale bianche di una esposizione, quel bianco che fa luce da sé ad opere e personaggi.

grazia-di-michele-platinette-sanremo-2015-770x507Quando si accosta la poesia al Festival di Sanremo, o la poesia alla televisione in genere viene sempre un prurito. Potrebbe essere verso la testa, in senso interrogativo/riflessivo, o verso altre zone corporee in un senso più intrinsecamente dispregiativo. Come quando ad occhi chiusi davanti a un fuoco d’istinto allunghi una mano, per sentirne il calore col rischio di una bella bruciatura. Però apriamoli gli occhi, oltre alle orecchie in questo Sanremo 2015. E tentiamo di allungare le mani senza apparire schizzinosi. Ieri, alla serata di apertura della 65° edizione, un italiano su due si è sintonizzato sulle note festivaliere (intese anche come vallette).

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Il 7 febbraio alle ore 10 nella Palestra dell’Istituto Tecnico Economico Libero de Libero di Fondi avrà luogo il momento conclusivo del Progetto “Incontro con l’autore”, giunto alla 15^ edizione. Franco Di Mare, giornalista televisivo, inviato di guerra e scrittore affermato, incontrerà gli  studenti  dell’istituto e delle scuole medie e superiori della città. E si confronterà con loro sulle tematiche dei conflitti interreligiosi e interetnici e della legalità.

Bianca Maria Frabotta ph©campanini-baracchiBiancamaria Frabotta, docente di “Letteratura italiana contemporanea” a  “La Sapienza” di Roma e poetessa, sarà ospite a Terracina giovedì 5 febbraio 2015 alle ore 15.30 all’interno dell’Aula Magna del liceo “Leonardo da Vinci” di Terracina, dove dialogherà con gli studenti, con i docenti e con il pubblico presente nell’ambito del Progetto  “L’albero della poesia – Incontri con la poesia contemporanea”. La professoressa romana è stata anche pubblicata recentemente da Mondadori con “Da mani mortali”, libro che presenterà proprio a Terracina.