La locandina della mostra

La locandina della mostra

Avrebbe compiuto esattamente cent’anni Domenico Purificato, se ancora fosse esistente. Non diciamo “vivo” perché vivo lo è ancora con tutta la sua opera. Nel centenario della sua nascita Fondi, città natale del pittore, tributa a “Menico” una mostra necessaria, ancora viva in colori e figure. L’esposizione sarà inaugurata oggi, 19 agosto 2015, e rimarrà aperta fino al 10 ottobre nel complesso di San Domenico all’interno della sala che porta il nome dello stesso artista celebrato, mentre un reading tematico (dal titolo “Ut pictura poesis”) si terrà all’interno del Festival poetico “verso Libero” che si terrà in città dal 2 al 4 ottobre prossimi. L’iniziativa nasce da un’idea del Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi.

A sx de Libero con Luigi Coppa in vacanza a Ischia

A sx de Libero con il poeta Coppa in vacanza a Ischia

Pubblichiamo un racconto inedito del poeta e artista ciociaro Sergio Zuccaro che ha conosciuto de Libero e ne ha condiviso gli ultimi anni di vita. Quello che segue è un aneddoto squisito che ci rivela molto della personalità deliberiana. Ringraziamo Zuccaro infinitamente per il dono.

 

Ho conosciuto Libero De Libero nella metà degli anni Settanta a Patrica. Dagli amici si faceva chiamare Mario. Il suo nome gli pareva troppo letterario e troppo ingombrante per la complicità di un convivio, il poeta cercava di sparire dietro un’onomastica più frequentabile.

rhezai

Se un giorno in esilio la morte deciderà di prendersi il mio corpo

Chi si occuperà della mia sepoltura, chi cucirà il mio sudario?

In un luogo alto sia deposta la mia bara

Così che il vento restituisca alla mia Patria il mio profumo

Il 10 dicembre del 2008 un ragazzino di 13 anni viene schiacciato a Mestre dalle ruote di un Tir. È afghano Zaher Rezai, dai suoi documenti s’intuisce che forse aveva mentito sull’età, doveva avere 18 anni. Non importa. Non importa perchè viene infilato in un sacchetto di plastica in una cella frigorifera e difficilmente il vento restituirà alla sua patria il suo profumo. Aveva i capelli rossi e gli occhi verdi a mandorla, come piace dire a noi occidentali.

2013_foto_con_padre 

«La sua manovra era stata molto più azzardata della mia. Ma l’aveva compiuta per farmi rispettare la legge. Sentendosi perfettamente virtuoso. Questo episodio mi insegnò molte più cose sul carattere tedesco di un trattato di sociologia». Franco Buffoni, invece, ci insegna molte più cose sul carattere di un poeta di un trattato di politica economica. Scrive di manovre economiche descrivendo manovre automobilistiche. Il suo libro “O Germania” (Interlinea, 2015) si apre con un aneddoto intitolato “Mercedes vs Bmw”, ma che poteva intitolarsi: “Italiano alla guida di macchina tedesca vs. Tedesco alla guida di sé stesso”. Si tratta di un volumetto molto interessante dell’autore lombardo, scrittore e poeta (non è il momento, questo, di innescare polemiche su: “Ma perchè, un poeta non è anche uno scrittore?”) che pare letteralmente divertito a inviare un messaggio potentemente politico dal suo Ministero degli Affari in versi. Una invettiva come non si leggeva da qualche anno a questa parte.

salalizz

particolare del cortometraggio ‘Camera Oscura’ (A. Fasolo, 2014) nella sala Lizzani: de Libero al Caffé Greco a Roma

«Ragazzi, abbiate cura del “vostro” poeta: avete tra le mani una pepita d’oro»: sono le ultime parole pronunciate da Rodolfo Di Biasio nella video intervista girata da Antonio Fasolo nella casa di Formia del poeta che conobbe de Libero solo cinque o sei anni prima che morisse. «Facemmo appena in tempo a pubblicare il numero monografico di “Rapporti” dedicato alla sua produzione poetica. A lei, alla poesia, de Libero aveva dedicato tutta la vita». Rodolfo sta invece dedicando questa sua parte di vita a far riscoprire un nome così particolare nella storia della letteratura italiana del Novecento, della poesia italiana del Novecento.