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Li chiamano “belli” perché hanno un libro tra le mani. Ma potrebbero chiamarli animali-umani in via di estinzione e non cambierebbe niente. Sono i ragazzi, quei ragazzi che tra le altre passioni della vita conducono pure quella della lettura. La particolarità del fatto è che questa, la lettura, si concretizza in luoghi pubblici: vedi metro, autobus, bar o ancora discoteca durante l’esibizione di un trio femminile in lap dance. Qua, però, mi sia concesso un inciso: se leggi durante l’esibizione di un trio femminile in lap dance sei un coglione.

ProsaPoesia

ProsaPoesia

Eccoci qua – i soliti – a parlare di poesia. Poesia di qua, poesia dillà – la poesia che sarà? Una definizione, Wikipedia: “La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, con il significato di “creazione”) è una forma d’arte che crea, con la scelta e l’accostamento di parole secondo particolari leggi metriche, un componimento fatto di frasi dette versi, in cui il significato semantico si lega al suono musicale dei fonemi. La poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere concetti e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa, dove le parole non sottostanno alla metrica”. Pari pari, cioè un copia incolla delle prime quattro righe e mezza dopo il titolo che è, appunto, poesia. Non annoierò con l’analisi illogica del linguaggio, con questa forma accademica di scrittura utile all’azione che sta nel martellamento dei testicoli. Piuttosto parlerò di una poesia che c’è, si vede ma non si riconosce: la poesia contemporanea.

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Alejandro Jodorowsky

Trecentocinquanta mila dollari per girare un film. Non proprio una cifretta. Comunque qualcosa di potenzialmente fattibile col contributo delle persone. Si chiama crowdfunding l’elemosina tecnologica in uso negli ultimi tempi. Ci venga passato quel termine, chiaro, che non è dispregiativo al contrario di quanto possa essere lo stupido immaginario comune. Ci hanno provato attori, registi, associazioni a vario titolo, poeti; tutti alla ricerca dell’aiuto della folla. Alcuni l’hanno trovato, altri no. Pazienza, si saranno detti. Non è che si può volere tutto dalla vita.

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Damiani e Campanari alla presentazione dell’ass. de Libero

Oggi ospitiamo una riflessione su Claudio Damiani, “voce bianca” (secondo Roberto Galaverni) della poesia italiana contemporanea e Presidente Onorario della Associazione Libero de Libero. Anche perchè non capita sempre di leggere un libro e sperare che finisca il più tardi possibile. A me, almeno, sarà capitato tre o quattro volte. Tra queste devo annoverare proprio “Il fico sulla fortezza” di Damiani. C’ho messo sette giorni per leggerlo. E questo è un tempo assai lungo per i miei standard di lettura.