Vedere gli eventi da una certa distanza permette di inserirli in una cornice che li lega in maniera razionale. Eppure la spinta che ha portato a scrivere questa cronaca della quarta edizione del Festival “Verso Libero” è nata dalla sfida di volere assolutizzare un momento particolare, oltre il tempo stesso del suo precipitato storico nel mondo. L’evento di cronaca transitorio, proprio di un comunicato stampa, lo si è voluto fissare in una struttura poetica (due endecasillabi e due settenari), che ben rientrano nello spazio di un Tweet. 

Noemi De Lisi con il Premio 'Solstizio' (ph. Vincenzo Bucci)

Noemi De Lisi con il Premio ‘Solstizio’ (ph. Vincenzo Bucci)

È Noemi De Lisi la vincitrice della IV edizione del premio nazionale di poesia “Solstizio” per l’opera prima. Classe 1988, una laurea in giornalismo e un sorriso palermitano, ha trionfato grazie al libro “La stanza vuota” (Ladolfi editore). Collabora con la rivista Atelier e sue poesie erano già state pubblicate quando aveva vent’anni sulla rivista “Nuovi Argomenti” (Mondadori). Seconda classificata al Premio “Solstizio” la veneziana Maddalena Lotter, musicista e autrice di “Verticale” (Lietocolle-Pordenonelegge), terza la pugliese Claudia Di Palma col libro “Altissima miseria” (Musicaos) in cui il corpo si fa spazio scenico.

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Lucio Zinna

“Se vivere è questo mal di denti / questo mal di male”, dalla Puglia alla Sicilia. Quest’anno il Premio nazionale di poesia “Solstizio” alla Carriera passerà dalle mani di Lino Angiuli, vincitore della passata edizione, a quelle di Lucio Zinna (autore dei versi d’apertura). Ancora una volta, dopo una attenta analisi e su consiglio di Rodolfo Di Biasio, il riconoscimento va, dunque, ad un poeta del sud Italia, siciliano per l’esattezza. Nessuna volontà di tracciare una “linea meridionale”, ma ci è parso particolarmente proficuo (nonché avvincente) indagare vita e opere di autori che se ne stanno, proprio come Zinna, lontani da certi riflettori. Come dire: accendere una luce su chi alla luce non si espone direttamente, ma che luce emana dalla produzione poetica e artistica. Abbiamo voluto “mettere a fuoco la parola”, la parola in versi di Lucio Zinna. Il riconoscimento gli sarà conferito sabato 30 settembre alle 21 durante il IV Festival poetico “verso Libero” presso il complesso di San Domenico di Fondi.

La brochure del Festival 'verso Libero'

La brochure del Festival ‘verso Libero’

Saper vedere, mettere a fuoco. Una città è stata messa a ferr’e fuoco. A fuoco una vittima, la parola, la vita. Brucia qualche cosa dentro. Arde la brace delle nostre azioni, la passione accende i nostri passi. La metafora del fuoco è onnipresente nell’opera di Libero de Libero «e di cenere odora / la stanza chiusa del cuore». La fiamma della poesia è sempre accesa nell’opera che resiste al tempo. Esistere è non smettere di divampare.

Queste righe vogliono spiegare in parte perché sia stato scelto “Mettere a fuoco la parola” come fil rouge della IV edizione del Festival poetico ‘verso Libero’ ideato dall’associazione “Libero de Libero”. Gli eventi si terranno tutti all’interno del complesso di San Domenico da sabato 30 settembre a domenica 1° ottobre 2017.

Il manifesto della IV edizione del Festival 'verso Libero'

Il manifesto della IV edizione del Festival ‘verso Libero’

Sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre prossimi si terrà la quarta edizione del Festival poetico “verso Libero”. I luoghi coinvolti saranno quelli del complesso di San Domenico di Fondi, paese natale del poeta e critico d’arte Libero de Libero. Come si evince dalla grafica ideata da Veronica di Biasio, la questione 2017 è: “Metti a fuoco la parola“. Dunque, focalizzare, mettere a fuoco, ma anche mettere sul fuoco. Una mano, la parola, la vita. Brucia qualche cosa che ci portiamo dentro, l’arte che mostriamo al mondo. Arde la brace delle nostre azioni, la passione che accende i nostri passi. La metafora del fuoco è onnipresente nell’opera di Libero de Libero. La fiamma della poesia è onnipresente nell’opera che resiste al tempo. Esistere è non smettere di divampare, «e di cenere odora / la stanza chiusa del cuore» (da “Scempio e lusinga”, Mondadori, 1973). Sono molte le novità del programma di questa ormai prossima edizione, tra cui i nomi delle tre vincitrici del Premio di poesia “Solstizio” per opera prima. Tre giovani donne che si contenderanno i premi in palio e il pubblico del Festival.